lunedì 6 luglio 2009

L'opera di Gesù

"Quando furono giunti al luogo detto «il Teschio», vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l'altro a sinistra. Gesù diceva: «Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno». Poi divisero le sue vesti, tirandole a sorte. Il popolo stava a guardare. E anche i magistrati si beffavano di lui, dicendo: «Ha salvato altri, salvi sé stesso, se è il Cristo, l'Eletto di Dio!» Pure i soldati lo schernivano, accostandosi, presentandogli dell'aceto e dicendo: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso!» Vi era anche questa iscrizione sopra il suo capo: QUESTO È IL RE DEI GIUDEI. Uno dei malfattori appesi lo insultava, dicendo: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!» Ma l'altro lo rimproverava, dicendo: «Non hai nemmeno timor di Dio, tu che ti trovi nel medesimo supplizio? Per noi è giusto, perché riceviamo la pena che ci meritiamo per le nostre azioni; ma questi non ha fatto nulla di male»" (Luca 23:33-41)

Il racconto della crocifissione di Gesù offerto da Luca, punta i riflettori su un tema fondamentale, che ha caratterizzato il suo ministero terreno: l'incomprensione riguardo l'opera sua. Perfino Pietro, al sentire l'annuncio della passione del Cristo rimane spiazzato, e rimprovera Gesù: "Questo non ti avverrà mai". Allo stesso modo, in una rassegna di cecità spirituale, con Gesù fisso sulla croce, prima i magistrati, poi i soldati e infine uno dei malfattori, si fanno beffe di Gesù, "incoraggiandolo" a scendere dalla croce se Egli fosse stato realmente ciò che diceva di essere.

Semplicemente, non avevano capito. Non avevano capito che Lui, l'Agnello di Dio, su quella croce aveva deciso di andarci Lui stesso; parlando della sua vita, Gesù disse: "Nessuno me la toglie, ma la depongo da me. Io ho potestà di deporla e ho potestà di ripigliarla" (Giovanni 10:18). Egli era venuto con questo scopo: deporre la sua vita, pagando così per il peccato degli altri, Lui "giusto per gli ingiusti".

E così come ai suoi tempi, anche al giorno d'oggi sono proprio in tanti che non hanno capito l'opera di Gesù. Non capiscono quale sia la volontà di Dio per la vita degli uomini. E tanti si fanno beffe di Dio, dicendo: "Ma se Egli è realmente Dio, perché c'è tanto male sulla Terra? perché non stermina tutti i cattivi? perché non toglie di mezzo le cose che non vanno su questa Terra? malattie, guerre, e tanto altro?". Semplicemente, non capiscono. Non capiscono che l'obiettivo di Dio non è quello di riformare la società, ma di rinnovare i cuori delle persone. Non capiscono che la perfezione non appartiene a questa Terra. Gesù non è venuto per portare la giustizia sulla Terra, ma per salvare le anime dal peccato. Questo è stato il suo unico scopo.

Oltre a questo, c'è una parola nel testo evangelico riportato, che mi ha colpito molto; quando dice: "Il popolo stava a guardare". Sì, perché in quel giorno non c'erano soltanto i magistrati, i soldati, o il ladrone; questi lo prendevano in giro. Ma quel popolo che stava lì a guardare senza fare nulla mi fa riflettere. Anche oggi, tanti stanno a guardare senza prendere posizione.

Io mi domando: "Se dicono di credere in Dio, come la maggior parte delle persone fa, su cosa fondano la loro speranza di andare in cielo?". E non riesco a darmi una risposta. Forse qualcuno pensa che siccome appartiene ad una determinata religione, questo gli garantirà l'accesso al Paradiso.

Ma quando ci sarà il giudizio, Dio non guarderà a questo. Dio non si metterà i panni di un vigile per poi cominciare ad urlare: "I cattolici, da questa parte. Voi evangelici anche, presto entrate. E voi? Siete musulmani? Andate da quell'altra parte!". No! Niente di tutto questo. Dio non guarderà a questo. Non sarà questo l'elemento in base al quale Dio giudicherà il mondo. Ma Egli farà così: aprirà un libro, anzi Il Libro, il libro dell'Agnello, e chiunque non si troverà scritto in quel libro sarà gettato fuori e gli sarà impedito l'ingresso. In quel libro ci saranno soltanto coloro che hanno lavato le loro vesti nel sangue dell'Agnello; solo coloro, cioè, che hanno riconosciuto che senza Gesù non potevano salvarsi, e lo hanno accettato nel loro cuore, confessandogli i loro peccati.

Dio chiederà: "Hai accettato Gesù nella tua vita?" e qualcuno risponderà: "Be' io sono religioso, ho sempre creduto in Te"; ma Dio gli dirà: "Non ti ho chiesto questo, ti ho chiesto se hai accettato Gesù". Allora risponderà: "Be' io ho preso i sacramenti", e Dio: "Non ti ho chiesto questo, hai accettato Gesù". Questa è l'unica cosa che conta. Gesù è venuto proprio perché solo in questo modo si può essere salvati. Se ci fosse stato un altro modo, Egli non avrebbe mai fatto quello che ha fatto. Ma era indispensabile che Egli morisse affinché, grazie alla sua morte e alla sua risurrezione, in tanti potessero avere la vita.

Questa è l’opera di Gesù. Ma tanti purtroppo non l'hanno capito.